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Voucher per l’internazionalizzazione

L’analisi di gradimento, commissionata dal Ministero dello sviluppo economico, ha sondato 1.200 imprese assegnatarie del voucher.

Il campione analizzato prima di beneficiare del voucher per l’internazionalizzazione, risulta così composto: il 75.3% delle Pmi erano già presenti sui mercati internazionali, il 24.7% no.

I voucher hanno offerto un contributo a fondo perduto per acquisire il supporto e la consulenza di una figura specializzata (il Temporary Export Manager, TEM) capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri.

Più del 50 % delle imprese indicano come obiettivi principali:

  • «Trovare partner commerciali» (65%)
  • «Aprire mercati esteri in cui non si era riusciti ad entrare» (61%).

Vi sono inoltre alcune opportunità derivanti dall’inserimento del Temporary export manager che i beneficiari del voucher identificano come obiettivi secondari:

  • acquisire informazioni sulla concorrenza
  • reperire dati sull’affidabilità del potenziale cliente/partner
  • praticare marketing internazionale,
  • individuare programmi di finanziamento per l’internazionalizzazione e relative modalità di accesso.

Sono state apprezzate soprattutto alcune caratteristiche del temporary export manager:

  • disponibilità e flessibilità (80%)
  • attenzione alle esigenze aziendali (78%)
  • professionalità e competenza (77%).

Circa il 40% delle imprese afferma che intende riqualificare, con una probabilità pari o superiore all’80%, il personale già presente in azienda per supportare le funzioni export.

Il mantenimento in azienda del temporary export manager nei prossimi 2-3 anni è, invece, molto probabile (almeno 80% di probabilità) nel 27% dei casi.

È del 22%, invece, la percentuale di aziende che considera molto probabile l’inserimento di un export manager interno nei prossimi 2-3 anni.

Effetti ottenuti grazie al voucher

A seguito dell’inserimento della risorsa temporanea per l’internazionalizzazione:

  • il 56% delle aziende ha visto aumentare il numero di clienti serviti sui mercati internazionali
  • l’aumento del numero di mercati di esportazione (riscontrato dal 40% delle aziende)
  • la crescita del fatturato estero (38%).

Fonte: Ministero per lo sviluppo economico